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Comunicato dei Com.It.Es d'Australia

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Posizione dei Com.It.Es d’Australia riguardante la nuova politica governativa sui visti

In risposta all’invito del Department of Immigration and Border Protection, i Comitati degli Italiani all’Estero in Australia hanno elaborato un documento in relazione ai recenti cambiamenti al sistema di rilascio dei visti da parte del Governo australiano.

Tale elaborato è il frutto di una consultazione tra tutti i Com.It.Es presenti sul territorio ed è stato redatto con l’ausilio di consulenti locali quali il Professore Associato Bruno Mascitelli (Swinburne University of Technology) e il Dottor Riccardo Armillei (Deakin University), e vuole portare all’attenzione del Dipartimento dell’Immigrazione e Protezione dei Confini australiano alcune problematiche legate alla recente riforma del rilascio dei visti per stranieri.

In particolare, si fa riferimento alla necessità di un maggiore interessamento e assistenza da parte delle autorità locali nei confronti di coloro che fanno domanda di visto, al talvolta eccessivo e ingiusto sfruttamento lavorativo degli immigrati temporanei, al riconoscimento delle qualifiche acquisite all’estero e alla promozione di una maggiore e più chiara informazione mirata a coloro che decidono di venire in Australia poiché spesso possiedono nozioni incorrette o hanno aspettative esageratamente ottimistiche.

Il Presidente del Com.It.Es del Victoria e Tasmania, Dott. Francesco Pascalis, ha dichiarato: “E’ decisamente importante migliorare il sistema di rilascio dei visti e, secondo noi dei Comites, questo può essere fatto a vantaggio di entrambe le parti: sia quella del Governo Federale sia quella degli italiani che desiderano venire in Australia per motivi di lavoro. Con i punti da noi presentati in questo documento, speriamo di portare un contributo positivo all’avvio di politiche di immigrazione più efficienti e proficue per tutti. E’ importante incentivare l’arrivo di personale qualificato compatibile con le esigenze del mercato del lavoro australiano e, allo stesso tempo, valorizzare e tutelare gli italiani al fine di farli sentire parte integrante della comunità e non risorse a volte esposte allo sfruttamento. Inoltre, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i Com.It.Es per il loro contributo: ciò rappresenta la dimostrazione del fatto che, se ci si impegna correttamente, “fare sistema” è di per sé possibile con le strutture già presenti attualmente all’interno della comunità italiana.”

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Cambiamenti ai visti australiani

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  • Dove: Kathleen Syme Library, 251 Faraday St, Carlton VIC 3053

I cambiamenti dei visti australiani: effetti negativi e rimedi

ll Com.it.es Victoria e Tasmania ha organizzato per Sabato 23 Settembre 2017, alle ore 10, presso la Kathleen Syme Library and Community Centre (251 Faraday St, Carlton) un convegno sul tema: "I cambiamenti al regime dei visti australiani: loro effetti negativi e possibili rimedi". Introduzione e saluti: Francesco Pascalis (Presidente Com.it.es Victoria & Tasmania) Interverranno: Emanuela Canini (migration agent) e Bruno Mascitelli (Swinburne University). Moderera': Paula Marcolin (Vice Presidente Com.it.es Victoria & Tasmania). Ingresso gratuito, aperto al pubblico.

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Lancio della ricerca sull'immigrazione italiana

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  • Dove: Museo Italiano, 199 Faraday Street, Carlton 3058

La presentazione del volume “From 2014 to 2016, A new Italian “Exodus” to Australia?”, realizzato da Riccardo Armillei e Bruno Mascitelli, è stata utile occasione per riflettere sul tema della mobilità delle persone e delle sfide sociali, culturali e politiche che abbiamo davanti. Il Comites del Victoria e della Tasmania ha realizzato uno studio importante sui nuovi flussi verso l’Australia partendo dal presupposto che l’analisi della mobilità debba tenere conto del contesto complessivo in cui gli arrivi dall’Italia oggi si pongono.

La ricerca pone l’accento sul sistema dei visti australiano, sulla sua complessità, sulle problematiche complessive che ne derivano fino a proporre delle raccomandazioni. Durante la presentazione al Museo Italiano di Carlton, un folto pubblico ha interagito con gli autori e con il Presidente del Comites Francesco Pascalis, il Console Generale Marco Cerbo e l’On. Marco Fedi. Tra le raccomandazioni la necessità di una maggiore informazione e formazione, anche in inglese, per i nuovi arrivati e per chi si accinge a lasciare l’Italia, alcuni miglioramenti nelle condizioni richieste alla partenza, tra cui la dotazione economica minima, maggiori garanzie nella tutela dei lavoratori, soprattutto stagionali, e nell’accesso al difensore civico e altre forme di assistenza legale. Importante infine segnalare la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale da parte dell’Italia al tema delle nuove migrazioni e di una maggiore disponibilità all’ascolto da parte delle autorità australiane.

Le nuove migrazioni rappresentano oggi una sfida di grande rilevanza per i nostri Paesi. La sfida sociale per le scelte di accoglienza, integrazione e tutela del lavoro che i nostri Paesi sono chiamati a fare, riconoscendo parità di diritti e di trattamento ai migranti ed alle loro famiglie. La sfida culturale per garantire che la risposta dai nostri Paesi sia giusta, improntata a quei valori di uguaglianza, pace, democrazia e giustizia sociale sui quali abbiamo costruito le nostre società. La sfida politica, con Governi ed istituzioni democratiche dei nostri che Paesi devono affrontare ogni giorno un clima di paura ed instabilità sociale e culturale fomentate da gruppi e movimenti xenofobi che iniziano a trovare forza politica e rappresentanza parlamentare. Per queste ragioni abbiamo il dovere di comprendere meglio le ragioni delle varie forme di mobilità.

Non si tratta di creare categorie o di slogan. Non si tratta di “distinguere” la qualità dei cervelli in movimento, si tratta di inquadrare un fenomeno del nostro tempo, di definirne i contorni, di comprenderne le ragioni e di trovare soluzioni a specifiche richieste che possano migliorare la nuova presenza italiana nel mondo contribuendo a costruire solidi rapporti con l’Italia. Per queste ragioni, la Commissione Affari esteri della Camera dovrebbe svolgere una indagine conoscitiva su questo tema.

On. Marco Fedi

 

(Foto Trudy Kelder)

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